Maggio-Giugno 2007. PANNELLI URBANI I
PannelliUrbani fanno parte di un progetto più ampio, che nasce
dall’esigenza di provocare una re-azione nell’altro. Provocare
un gesto che sia la dimostrazione di una presa di posizione, di una scelta.
DOTTO Mi credi muto. Non lo sono. Potrei parlarti e non ne ho voglia. Quando imprechi per il freddo, e ti tiri giù quella sottana lercia, perché ti copra almeno i ginocchi. Viola. Ghiacciati. Sento le tue offese. Non rispondo. Non ne ho voglia. Quando ti appoggi a me, e ti tieni per non cadere sul marciapiede, quando il sonno vince sulle tue gambe. Sento la tua presa. Sento le dita come rametti che scivolano sulla mia pelle metallica. Ti sento che vai. Ti sento che torni. Che dici “fatto”. E intendi “Un altro”. E intendi “Fatto un altro pieno, del vuoto di qualcuno”. E intendi “Fatto. Un altro scambio. Lui il suo seme. Io il mio affitto. Lui il suo disagio. Io la mia stanchezza.” Non te lo dico, che cosa hai fatto. Ti lascio sola. Come me. Come i cani che ci pisciano addosso. E ammettilo che ti piace quella puzza. Di piscio. Di cane. Sempre meglio di quell’altra. Di quel loro odore. Del loro sudore. Se parlo è per dirti quello che già sai. Non ti servirebbe. A niente. Resta a lamentarti. Cagna. Continua ad adagiarti al mio ventre di ferro. E quando arriva il mattino, prima di crollare, stropiccia gli occhi. Mischia il trucco alla stanchezza, che sembri ancora più bambina. E l’ultimo cliente, ti carica di sicuro. Sono Dotto. Nano metropolitano, mi trovi alla fermata del 24: Ripamonti-v.noto. Faccio il palo.
EOLO Sono
nato sul cemento. Venti anni fa. Forse trenta. Forse solo dieci. Sono Eolo. Sto in via Scoglio di quarto, al due.
|